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Confermata la sentenza (decisione/0128/TFNSD-2021-2022) del Tribunale federale, organo di primo grado della Giustizia Sportiva, che il 15 aprile “ha prosciolto tutte le società, i dirigenti e gli amministratori dei club che erano stati deferiti dalla Procura Federale per avere contabilizzato nelle relazioni finanziarie plusvalenze e diritti alle prestazioni dei calciatori per valori eccedenti a quelli consentiti dai principi contabili”.

Quali sono state le motivazioni alla base della suddetta decisione? Il Tribunale federale ha ritenuto che non esiste o sia concretamente irrealizzabile “il” metodo di valutazione del valore del corrispettivo di cessione/acquisizione delle prestazioni sportive di un calciatore. Tale valore nasce in un libero mercato, caratterizzato dalla necessità della contemporanea concorde volontà delle due società e del calciatore interessato. La Procura Federale ha adottato infatti un proprio metodo di valutazione che consiste nel confrontare l’importo individuato quale corrispettivo “giusto” per ogni singolo calciatore interessato dalle acquisizioni/cessioni oggetto del procedimento con quanto risultante da Transfermarkt, un sito privato privo di riconoscimento ufficiale da parte degli organismi calcistici internazionali e nazionali, influenzato da valutazioni di soggetti privati meri utenti del sito stesso.

La Procura federale, diretta da Giuseppe Chinè, ha presentato un ricorso di circa 70 pagine diretto a evidenziare i motivi per cui la decisione dovesse essere rivista. Veniva contestato, inoltre, il ricorso incidentale presentato da alcune società (tra cui Juventus, Sampdoria, Empoli e Parma), che avevano presentato un reclamo incidentale per l’eccezione procedurale – respinta in primo grado – sul mancato deposito da parte della Procura della nota inviata alla CO.VI.SO.C. del 14 aprile 2021.

«Le plusvalenze? Purtroppo sono un fatto normale e oggettivo: bisogna dimostrare l’atteggiamento fraudolento per definire che quella plusvalenza è fittizia. Evidentemente gli elementi che erano a disposizione non sono tali da ipotizzare forme di violazione». Queste sono state le parole del Presidente della Figc, Gabriele Gravina, al termine del Consiglio Federale.

A questo punto il prossimo step potrebbe essere quindi il Collegio di Garanzia dello Sport qualora la Procura decidesse di proseguire la propria battaglia al fine di dimostrare che una valutazione di mercato di un calciatore sia possibile.